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Ombrelle rosse è un progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il Bando Creatività che vuole far incontrare il mondo produttivo
e quello della creatività. È promosso da Cizerouno assieme alla
cooperativa Lister Sartoria Sociale di Trieste, il Comitato dei Diritti Civili
delle Prostitute e la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel
Mondo Franco Basaglia, partner di progetto.

Ombrelli rotti, recuperati da Lister in un gioco di riconversione, per restituirli
alla città con rinnovati scopi e significati secondo i concetti dell’economia
circolare e virtuosa. E gli ombrelli rossi, simbolo mondiale delle sexworkers, nato dall’incontro del Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute e l’artista Tadej Podgacar alla Biennale di Venezia nel 2000 come simbolo di lotta per rivendicare i diritti a tutela dei/delle sex worker. Gli ombrelli si
trasformano in frisbee, aquiloni, mantelline per bambini e altri oggetti ancora che diventano occasioni per discutere, anche attraverso laboratori, mostre ed eventi pop-up, tra Trieste, Gorizia, Pordenone,
Madrid e Barcelona.

Fragilità e invisibilità sono le parole che costruiscono il quotidiano di chi è escluso perché deviante rispetto alla norma. Il progetto Ombrelle Rosse è allora anche una alleanza: il tessere comune di una cooperativa sociale basagliana e gruppi auto organizzati di sexworker, insieme a soggetti del terzo
settore e della comunicazione, per affermare emancipazione e diversità come pratiche necessarie per una città sostenibile, giusta e inclusiva. Il progetto raccoglie e trasforma le “ombrelle” rosse (soprattutto, ma non solo, delle sex worker) nei laboratori della sartoria sociale Lister, per produrre una linea di oggetti che trasmettano questi valori, nell’incontro tra mondo produttivo, creatività e l’impegno sociale dei soggetti coinvolti.

Le “ombrelle” recuperate costruiscono un percorso di coinvolgimento e diventano portatrici di valore, capaci di aprire possibilità creative ma anche economiche per persone in contesti vulnerabili e di lanciare un dibattito pubblico sulla vita invisibilizzata e i diritti negati, assieme alle sex worker del comitato e alle associazioni e cooperative basagliane.

Lister è sartoria sociale, luogo di incrocio e tessitura, alleanza. La sartoria come strumento a servizio della comunità, canale condiviso di viaggio tra contesti, culture, popoli, linguaggi, codici e memorie nella sperimentazione che permette di lasciarsi plasmare dagli incontri con altri. 

In questo sperimentare nasce l’incontro con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, la prima associazione di sex worker in Italia, che lavora per la dignità e i diritti delle/dei sex workers, per sostenere interventi formativi e di empowerment e che collabora con diversi collettivi come Ombre Rosse che
lottano contro lo stigma e per il riconoscimento del sex work come lavoro.
Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia collabora a questo progetto per continuare a promuovere deistituzionalizzazione ed emancipazione come parole trasversali del nostro
tempo, nel solco di una esperienza decennale di valorizzazione della diversità e della dignità delle persone. Cizerouno in questo progetto collega alcuni temi che da anni atttraversano le sue proposte e produzioni culturali: l’incontro tra forme espressive differenti per stimolare e diffondere in maniera
creativa e innovativa riflessioni su temi quali il rispetto dei diritti fondamentali, la diversità come valore e l’articolazione plurale dei pensieri e dei linguaggi.

Parte la raccolta di Ombrelle Rosse, progetto finanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia e promosso da Cizerouno, cooperativa Lister Sartoria Sociale, Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia e Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, in collaborazione con la rete di Ombre Rosse e dei gruppi autorganizzati di sex workers in Italia e in Europa. Attraverso il gioco, il dialogo e l’opera comune, il progetto raccoglie e trasforma le “ombrelle” rosse ( soprattutto, ma non solo, delle/dei sex worker) in nuovi simboli di solidarietà e impegno.  

Le ombrelle rosse (rotte) potranno essere spedite o portate direttamente alla Sartoria Sociale Lister in Via de Pastrovich 1, Padiglione M, Parco Culturale di San Giovanni, 34128 Trieste TS, Italy, al CDCP ApS presso la Casa Internazionale della Donna in Via Zeffirino Pisoni, 3, 34126 Trieste TS, Italy, oppure in Cavó, Via S. Rocco, 34121 Trieste TS, Italia. Entro il 31 Marzo!

Le ombrelle si possono lasciare anche in vari punti di raccolta in giro per Trieste, tra cui: Legambiente, via Donizetti 5/a, ogni mercoledi’ dalle 18.00 alle 20.00.
Gruppo Anarchico Germinal, via Del Bosco 52A, ogni giovedì dalle 18 alle 20.  
Adesso Trieste in Piazza Puecher 9, ogni giovedì dalle 17.00 alle 19.30.
Il Magazzino dei Venti – Progetto Bora Museum, via Belpoggio 9, tutti i lunedì di marzo dalle 14 alle 14.30.

PROGETTO OMBRELLE ROSSE

Fragilità e invisibilità sono le parole che costruiscono il quotidiano di chi è escluso perché deviante rispetto alla norma. Il progetto Ombrelle Rosse è allora anche una alleanza: il tessere comune di una cooperativa sociale basagliana e gruppi auto-organizzati di sex worker, insieme a soggetti del terzo settore e della comunicazione, per affermare emancipazione e diversità come pratiche necessarie per una città sostenibile, giusta e inclusiva. Il progetto raccoglie e trasforma le “ombrelle” rosse (soprattutto, ma non solo, delle sex worker) nei laboratori della Sartoria Sociale Lister, per produrre una linea di oggetti che trasmettono questi valori, nell’incontro tra mondo produttivo, creatività e l’impegno sociale dei soggetti coinvolti.

Ombrelli rotti, recuperati da Lister in un gioco di riconversione, per restituirli alla città con rinnovati scopi e significati secondo i concetti dell’economia circolare e virtuosa. E ombrelli rossi, simbolo mondiale delle sexworkers, nato dall’incontro del Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute e l’artista Tadej Podgacar alla Biennale di Venezia nel 2000 come simbolo di lotta per rivendicare i diritti a tutela dei/delle sex worker. Gli ombrelli si trasformano in frisbee, aquiloni, mantelline per bambini e altri oggetti ancora che diventano occasioni per discutere, anche attraverso laboratori, mostre ed eventi pop-up, tra Trieste, Gorizia, Pordenone, Madrid e Barcelona.

https://www.triesteallnews.it/2024/02/lister-sartoria-sociale-la-custode-delle-memorie-triestine-ombrelle-rosse-il-nuovo-progetto/

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